—Madama, conviene rassegnarsi ai voleri di Dio ed obbedire alle leggi; partite adunque al più presto: intanto vado a porre a vostra disposizione un 3000 franchi, che non saprei come meglio impiegare; questa non è una limosina, non è un dono, è un puro imprestito fiduciario, che voi salderete a tutto vostro comodo.

—E non vedete l'abisso in cui mi ha piombato la fortuna da otto giorni a questa parte? Come sperare di rimettervi….

—Non è tempo adesso di occuparsi di restituzione, gli eventi stanno in mano di Dio: non disperiamo, ma adoriamo. Esso è il padre delle misericordie: partite; qui resterò io e mi occuperò nelle indagini intorno all'autore del furto che soffriste non ha molto e dell'indole di questa esecuzione: spero rinvenir qualche cosa e che possiate essere reintegrata nei vostri beni. Quel fariseo….

—E che sospettereste?

—I sospetti non sono peccaminosi allorquando si aggirano su un briccone d'ipocrita; questi non sono cattivi giudizi del prossimo; di tutto sospetto, e, se non altro, lo credo conscio o forse complice del furto.

—Che dite mai? allora, se fosse vero, qual mondo sarebbe mai questo?

—Valle di lagrime, madama, e basta; luogo di calamità e di miseria: noi siamo qua per patire, e appunto per il soffrire dei buoni Dio permette la esistenza ed il trionfo dei malvagi.

—E della mia povera figlia?

—Calmatevi, si troverà; io non me ne stancherò: meglio profuga che in prigione.

—Questo è vero, disse madama con mesta consolazione. Ahimè! saperla imputata sotto la censura di un grave delitto!