Passando dalla visione alla realtà, pregoti dire, alla nostra tenera madre che la corvetta La Rosina è giunta di Alessandria, ed è di su questa che io ti scrivo, mentre spieghiamo le vele per la Barbada, una delle Antille inglesi, vicina alla seconda patria del mio Giovanni. Esso è il comandante in capo del naviglio, ed anzi, giunti che saremo colà, egli, come praticissimo di quei luoghi, viene interinalmente nominato governatore dell'isola. Noi crediamo che, vicini alla Guadaluppa, ci sarà facile ricuperare i beni di Giovanni, tanto più ora che l'Inghilterra, di cui egli è milite, è in buona armonia colla Francia. Se però tal cosa non mi riesce, noi abbiamo tanto da star bene, anzi benissimo. Già so aver egli scritto a nostra madre che, appena stabilito alla Barbada, vuole ch'ella si riunisca a noi e desidera che tu pure, ottenuto il congedo, venga nel nuovo mondo, il quale è, come dice Giovanni, tanto meglio del vecchio. Vorrei per altro che il nuovo mondo gli facesse uscir di mente certe idee che vi ha impietrite, ma come sposa non me ne ristarò.

Una notizia ho saputa la quale in parte mi affligge, in parte mi consola. Si dice che il venerabile padre Gonsalvo abbia abbandonata l'abbazia di Montenero a malgrado della sua avanzata età, per entrare nella carriera dei missionari. Caro Alfredo, sarebbe mai questo un effetto delle opere del signor Basilio, cui certamente non poteva garbare la vicinanza di padre Gonsalvo? Io molto ne dubito; vero è che il venerando; abbate non ci ha scritto nulla. Ah! se la notizia fosse vera, addio interessi nostri a Livorno. Ebbene, se Iddio ci provvede da altra parte, non possiamo lamentarci: anzi se padre Gonsalvo è divenuto un missionario, potrò vederlo in America, mentre se ei restasse a Montenero, nol vedrei mai più. A Livorno ho detto addio per sempre. Ama la tua sorella.

ROSINA.

CAPITOLO XVII.

Alla Barbada.

Il tempo, che passa velocemente più che non può fare un racconto, era trascorso colle immense sue ali attraverso alcuni anni dall'epoca in cui ebbero luogo i passati avvenimenti. Già da tre lustri la gentile, appassionata ed avventurata Rosina trovavasi alla Barbada, ove il suo Giovanni dopo non molto era stato nominato governatore effettivo. Fin dal primo anno un vezzoso bambinello aveva rallegrato le speranze dei teneri sposi, bambino che dal grembo della madre era stato accolto in quello della nonna, poichè la signora Guglielmi aveva raggiunto la figlia alle Antille.

Alfredo era in un decennio per ben due volte stato ospite del governatore e dal servizio del Piemonte era entrato in quello d'una repubblica dell'America meridionale, nella quale era tenuto in tal conto che ben presto come generale segnò luminose tracce nella guerresca sua via. Terrore dei despoti, sostegno delle nazioni oppresse, Alfredo era un uomo il cui nome si estendeva ai più remoti luoghi della vecchia Europa. Bandita ogni speranza di felicità personale, egli godeva di quella di Rosina e della quiete della madre e del prosperare del nipote Antonio, il quale nel suo anno quartodecimo di età già addimostrava ciò che sarebbe stato più in là e come il sangue dell'entusiasta genitore ribollisse in quello del figlio.

Angiolina, come un fiore appassito da un colpo terribile sul suo nascere, dirò non viveva, ma stava così come quell'essere che una lunga valetudine abbatte e percuote. Il verme delle dolorose rimembranze era quello che la rodeva tuttora. Ma che? Il tempo non cancella esso o almeno indebolisce le più vive reminiscenze? noi crediamo che sì. Ma e non potrebbe esservi nel cuore d'Angiolina qualche altro germe di affanno, qualche piaga insanabile e che il tempo non potesse mai rimarginare? ahimè! come penetrare potremmo nel segreto del cuore di quella fanciulla, che appena sul fiore dell'età matura, non oltrepassando che i trentadue anni, parea ne avesse cinquanta al volto pallido, alla mestizia degli sguardi e del sorriso, al tardo muovere delle membra, al quasi disprezzo di ogni esteriore eleganza, alle devotissime pratiche a cui intendeva? Forse il dolore per lei era divenuto un'abitudine; così almeno la pensava Rosina. Tutte le cure di Angiolina, oltre la preghiera, eran volte al giovane Carlo, terzo figlio degli Artini. Tenutolo lattante sulle ginocchia e su su vedutolo crescere, era per lei qual proprio figlio; essa ne temprava gli ardenti desiderii e lo educava alla calma, onde non imitasse il focoso genitore.

Nel periodo di questi quindici anni, due volte i coniugi Giovanni e Rosina erano stati alla Guadalupa, ma delle sostanze paterne Giovanni aveva potuto riavere ben poco, e minor frutto aveva conseguito la Guglielmi, ormai vecchia, dal suo stabile di Livorno; poichè venuto, come sentimmo accennare, a partire da quella città per le missioni delle Indie orientali il buon padre Gonsalvo, mancò il solo antagonista del signor Basilio, di cui era maneggio la improvvisa risoluzione del padre. Ed ecco come a quell'epoca andò la cosa.

L'accorto Basilio ben si era addato nello scuoprire in gran parte che la salvezza di Rosina quasi interamente potevasi attribuire al religioso; d'altronde con cotesta persona come battagliare? Hanno tutto in mano, esso aveva detto fra sè passeggiando per la sua camera in un dì della convalescenza dalla pericolosa ferita cagionatale da Angiolina; con cotesta gente c'è da rompersi il collo, romperselo davvero. Perdinci! un padre abbate, un mitrato!!—Eppure, mormorava (con libertà bestemmiando, giacchè sapea di esser solo), eppure colui è il mio più terribile nemico! Sì, non m'inganno; è lui che ha protetto Rosina: mi fanno più paura le sue orazioni dei colpi di cannone.—Pensa e ripensa, venne in mente a Basilio di far gettare così alla lontana del sospetto sui sentimenti politici del monaco; e un buon sacco di zecchini fatto tenere non so a chi, poichè gli scartafacci da cui pesco questa notizia si guardarono di registrarla,… ma d'altronde li fece tenere ad una persona, e basta. Da lì a poco il monaco venne consigliato di non fraudare le speranze di quanti il conoscevano, che in lui ravvisavano uno di quei caldi apostoli che ponno a migliaia convertire gl'infedeli. Padre Gonsalvo capì da dove tirava il vento, e stette forte: ma l'oro del signor Basilio produceva effetti terribili, pronti e maravigliosi; tali che dopo la partenza di Rosina per la Barbada i fogli pubblici annunziarono come monsignor Gonsalvo Rodey, già abbate, incaricato di mantenere l'ordine vallombrosano, era stato eletto vescovo in partibus infidelium e della chiesa di Goa nell'Indostan, con la facoltà di esercitarvi come vicario apostolico le immense fatiche delle missioni. Il mondo cattolico applaudì l'elevazione del frate, il quale, come sappiamo, aggiungeva la dottrina alla carità, e questo era un bell'acquisto per la fede; ma il povero vecchio avrebbe forse preferito la quiete del chiostro ad un viaggio di ottomila miglia. Il fatto è che partì e colla sua partenza lasciò in mano del signor Basilio tutti gli stabili della Guglielmi; il che, unito al furto delle gioie di cui questo iniquo era stato l'istigatore ed il primo artefice, poteva ben compensarlo delle spese secrete fatte per l'allontanamento di quel terribile monaco, mercè la cui sapienza e scaltrezza egli temeva di essere smascherato.