—Figliuol mio, aveva risposto il dottore, e dove possiam noi condurti se sei sano?

—Ebbene ammalerò qui; sento stringermi il capo come in un cerchio di ferro rovente; desidero, sì, desidero di esser malato, almeno per seguire la mamma: la Madonna che mi ha fatto due grazie (e qui il caro giovanetto alludeva a quella comparsa della compagnia della Misericordia che aveva salvato la mamma dai rapaci artigli di quel crudele e disumano creditore che volea derubare l'infelice moribonda) e mi farà anco la terza.—

Il dottore, commosso fino all'estremo:—E non ti farà paura stare nel
Lazzeretto fra tanti malati, in mezzo a tante morti?

—Buon Dio! e qui non è peggio? sclamò il fanciullo accennando la miserissima stanza; e poi colla mamma starò bene dappertutto.—

Il dottore, onde compiacere il fanciullo e per dare al pio suo desiderio una favorevole risoluzione, toccò le tempie ed il polso di quell'amabile creatura, e quindi, diretta agl'incappati la parola,

—Signori, disse, questo fanciullo ha il polso quasi febbrile; sarà dunque prudenza condurlo al Lazzeretto con sua madre; d'altronde lasciarlo qui è per lui morte sicura.

Il fanciullo trasalì dalla gioia: madre e figlio furono messi in una stessa barella e trasportati al Lazzeretto di San Iacopo: partita che fu la prima barella, gl'incappati erano per uscire.

Quell'inumano creditore, cui essi avevano impedito la più orribile violenza, per tutto il tempo di questa lugubre scena si era appoggiato al muro, dando segno della sua fredda indifferenza col tenere le braccia incrociate sul petto.

—Signor Basilio! sclamò il dottore; ovunque è miseria la di lei ottima persona trovasi presente; ah! ella è proprio il genio della beneficenza!—

L'uomo non rispondeva.