—Lo credo.
—Io al mondo non ho alcuno; lasciate, signore, che finisca i miei giorni dopo aver chiuso gli occhi a mio figlio.—
Gli occhi di Esmeralda assunsero un'espressione di dolore, talchè l'uffiziale ne fu penetrato.
Tanto coraggio! tanta beltà infelici! disse fra sè; ma già questo è il solito delle cose del mondo. Indi in modo burbero ma cortese:—Ebbene restate.—
Esmeralda trasalì dalla gioia e con calma soggiunse:
—Signore, io resterò, ma credo darovvi poco incomodo; mio figlio starà forse qualche ora in vita, ed io domani lo seguirò nella tomba.—Indi si allontanò.
L'uffiziale le tenne dietro lungamente cogli occhi nel corridoio in fondo al quale era la stanza di Selvaggio ammalato; quindi dopo avere qualche tempo passeggiato su e giù per la stanza esclamò:—Oh! per la battaglia di Smolensko, costei ha l'anima di un granatiere della vecchia guardia.—
Accese la sua pipa ed andò per lo spedale in traccia di coloro che avevano portata colà la Esmeralda ed il figlio. Voglio conoscere quest'ottima madre, fra sè borbottava, ed anzi voglio che costei resti nello spedale a servire i malati. Una donna di quella tempra non si trova così frequente. Per la battaglia di Smolensko! costei ha l'anima di un granatiere della vecchia guardia.—
Intanto Esmeralda sta presso al letto del figlio; le sue mani stanno congiunte a preghiera, e quello sguardo che essa figge al cielo penetra le volte celesti e arriva al cospetto del Creatore dei mondi. Il sospiro di una madre che geme sul figlio moribondo è accolto da un coro di angioli, che lo presentano al trono di Dio. Quel sospiro fu la vita di Selvaggio. Gli angioli tutti pregavano per Esmeralda. Il fanciullo, che quasi era divenuto cadavere, andava riprendendo il calor della vita; nel seno dell'afflitta madre tornava a gradi a gradi la speranza.—Ah! se egli vive, gran Dio! se voi lo ritornate a me, io vi offro le mie più calde speranze….—Ed era per dire:—Io rinunzierò ad Alfredo—, ma la imprudente promessa parve che per volere di Dio le spirasse sul labbro: poichè ella, credendo di offrire qualche cosa di più grande ancora, tratto un gran sospiro, continuò:—Io non apparterrò più alla setta.—Proferito questo voto, ella diede un tenero, un indefinibile sguardo al figlio come per volere esprimere: Ah quanto mi costi! Ma il sorriso del pari indefinibile che il fanciullo fece al tenero sguardo della madre fu di gran lunga più prezioso del sacrifizio.
Selvaggio migliorava a gran passi, e già nel quarto giorno dall'arrivo allo spedale ogni pericolo era sparito. Non un giorno, non un'ora, non un minuto Esmeralda aveva lasciato il giaciglio del dolcissimo suo figliuolo.