Se gli ammiratori della condotta sociale o, piuttosto dirò, dell'apparente condotta sociale del signor Basilio fossero stati testimoni della sua agonia, oh quanti si sarebbero ricreduti! oh come avrebbero veduto non doversi gli uomini misurare dalle pratiche esteriori! e chi sa che, riflettendo come il signor Basilio non fosse forse che una mostra di tanti suoi simili, non avessero appreso ad esser più cauti nel dare laudi o biasimi a tanti e tanti esseri di questo mondo?
Ma…., come io diceva, la scena aveva luogo fra tre persone: imperocchè le orribili bestemmie del bigotto Basilio avevano fatto allontanare tutti gl'inservienti dello spedale; e siccome le celle circostanti erano vuote, così nessuno, oltre i due infelici, sentì quel monologo infame.
Il signor Basilio molto disse e di troppo avrebbe detto se Esmeralda avesse potuto penetrare il mistero delle di lui parole: ma, come sappiamo, Esmeralda era affatto ignara della persecuzione di Rosina e delle iniquità dal signor Basilio esercitate contro di lei; di più ignorava anco chi fosse lo stesso signor Basilio. Quando costui cessò dal bestemmiare ad intervalli e chiuse con maledizioni il suo monologo, in cui parlò dell'Angiolina, che era sua figlia adulterina, della Rosina oggetto dei suo amore iniquo e sprezzato, del pozzo del sotterraneo, della di lei liberazione, dell'ufficiale inglese, del furto delle gioie, cadde in profondo letargo ed in un mar di sudore. Allora Esmeralda, dopo aver somministrata al languente una refrigerante bevanda, fatti tornare sul luogo il frate, gl'inservienti ed il medico, si dipartì dalla cella di colui col conforto di un'anima buona che sa di aver compito il sacro dovere della carità.
Due giorni dopo il signor Basilio era dichiarato fuori di pericolo, ed il contegno da lui tenuto quando assistevalo il frate fu ritenuto come aberrazione di cervello infermo dalla malattia. Così vanno le cose del mondo! Egli ricuperò la salute, e la fama sua di uomo pio rimase intatta; esso fu commiserato e felicitato, ed al suo ritorno al negozio in Livorno sentì che lo qualificavano per martire dell'umanità, e tutti il mostravano a dito come un uomo che, per soccorrere ad un sesto piano una famiglia languente dalla fame e dal chólera, aveva egli stesso contratto l'orribil malore ed era stato agli estremi di vita.
Così giudica il mondo; ma, per fortuna e sodisfazione dei buoni, noi sappiamo che dopo il mondo v'è l'eternità, là dove la verità si scopre dalle mani di Dio stesso.
La condotta di Esmeralda e del figlio aveva eccitata l'ammirazione di tutti i buoni, e al partire dallo spedale del Lazzeretto essa aveva dovuto accettare non poche limosine. Queste, la scienza del canto e del suono e i pochi denari di Iago (licenziatosi dal convento di Montenero) aiutarono la misera a lasciare il vecchio continente ed a vagare per il nuovo in traccia dell'amante suo e padre del proprio figlio: e noi già vedemmo come miracolosamente capitasse fra le braccia di Rosina e di Giovanni. Or noi ricondurremo il lettore all'isola della Barbada, un solo mese dopo quel felice incontro, dappoichè il nostro cuore sente il bisogno di passare a descrivere scena più dolce di quella precedente.
Le campane della chiesa maggiore della Barbada suonavano a festa, e le artiglierie del forte tuonavano in segno di gioia: tutti gli alberi dei navigli posti in rada erano carichi di cento diverse bandiere; il tripudio degli abitatori di quell'isola era al colmo. Aveva luogo una festa nuziale ed il più venerabile ecclesiastico parato di abiti pontificali aveva data la benedizione agli sposi!
Chi erano essi? il cuore ce lo dice, e quando non cel dicesse, lo apprenderemmo sentendo questo dialogo che in linguaggio indiano (quale noi tradurremo) tenevano presso il parco della residenza del governatore un vecchio negro e due ancelle di servizio di Rosina.
—Gran bella festa! mio buon Iago, diceva la più adulta delle femmine, cui un vago cappello di paglia di riso nascondeva per metà il volto abbronzito dal sole dei tropici.
—Bella, sì, rispondeva il vecchio fregandosi le mani in segno di gioia e secondo il costume dei negri battendo le palme. Per la Dio grazia, è la seconda volta in cui ad alta voce sento il sacerdote pronunziare: Esmeralda Clementina Zaira Sofia figlia del signor cavaliere Adolfo Artini conte di ****; se non che la prima volta a queste parole sentii aggiunger quelle di Credis in Deum Patrem? ed adesso ho sentito aggiungere: Siete contenta di sposare il signor Alfredo Guglielmi capitano, ecc.?