—Per noi sole? ripresero insieme le donne. E per te?

—Ah! per me è forse venuto il tempo del loro apogeo.

—Che dici mai?

—O mie care, da lungo tempo questa mia sensibilità che dalla nascita mi consuma si è resa così intensa che, ruminando la fralezza del nostro impasto, mi fa quasi essere spirito nudo quaggiù; spirito veggente, mi sembra che il futuro perda la sua nebbia innanzi allo sguardo acuto che vi caccia l'imaginazione; sì, mie care, soggiunse con un sorriso d'indefinibile dolcezza malinconica, sì, io sono una veggente, io sento una certezza di non ingannarmi. Adagio adagio, il fuoco animatore di noi miseri mortali divora il suo involucro e si avvia per l'eternità; ai miei occhi il mondo sparisce a grandi tratti, e mi par di essere qualche cosa di più che mortale.—

Nelle parole della languente Angiolina vi era tanto sentimento, tanta nobiltà, tanta sicurezza che le due amiche, sebbene avvezze a vederla da gran tempo versare in un genere di vita contemplativa, ne furono scosse ed abbrividirono, pur non osando dimandare che continuasse nel suo dire e pur desiderando che lo facesse. Angiolina, dopo lunga pausa, tratto un cocente sospiro dal seno, continuò con tono da estatica:

Il leone furente vuol rompere i suoi lacci e li rompe; eccolo rugge per le campagne, scuote la rabbuffata criniera; tutto par che pieghi davanti all'ira sua, ma dall'alto scende un genio terribile che lo rincalza nel suo serraglio. Che è ciò? Egli aveva preso una storta via, non quella che doveva renderlo alla libertà delle foreste. È perchè due maligni genii se li erano cacciati ai fianchi fino dal momento in cui per bugiarda pietà gli avevano aperto la gabbia ferrata. Essi non volevano farne il dominatore dei boschi, volevano farne un cacciatore che arrecasse copiosa preda alle loro dimore. Genii malefici e mentitori! Genii malefici e mentitori, che si morderanno le labbra per la fallita impresa, che si copriranno di vermi della invidia nel precipitare nell'abisso della universale maledizione; intantochè inutilmente saranno corsi rivi di sangue. Le sciagure saranno piombate sull'umanità come le nevi sui gioghi dell'alpi.

Una spaventosa bufera avrà atterrato i semi delle generazioni, nè i virgulti nè le vecchie piante avranno potuto resisterle. O genti traviate, pentitevi! già si avvicina la terribile procella dell'ira di Dio.

Essi erano nel peccato e speravano nella salvezza; stolti ed iniqui! guida forse il peccato alla grazia?

Angiolina ristette un poco in silenzio, quando con passione e completamente inspirata esclamò:

Le classi!… le classi!… Oh quanto più sublime sarebbe l'uomo nella civiltà se non obliasse ciò che fu l'uomo in natura! L'eguaglianza è impossibile! la fratellanza può solo felicitare l'umanità; mutuo soccorso, mutua affezione, ma i figli di Sem comanderanno ai figli di Caino; è la conseguenza del primo anatema; d'altronde il peccato fu commesso qui in questo mondo e qui deve espiarsi. Di là, di là…. lo spirito è spirito; i colpevoli sono rigenerati dal sangue del giusto; la gioia è l'eternità, l'eternità è la gioia, l'uguaglianza è in cielo.