—Caro amico, per conto di costui stimo conveniente far passata; sarebbe un osso ove rischieremmo di rompere i denti quanti siamo: costui ha in mano tutto il popolaccio di Pisa e tutto il litorale fino a Livorno.
—Basta basta; m'inchino e taccio, disse Catone; gireremo di bordo.—
Il canto patriotico avendo ricominciato con più alto tono e con gorgheggi molto spontanei, coloro che ormai più non parlavano ma balbettavano essendo accompagnati dalla musica dei bicchieri e dei piatti percossi fra loro, i due cessarono di favellare per unirsi ai cantanti. Dopo un'ora non ve n'era un solo che non fosse ubriaco.
CAPITOLO XXVI
Rivelazioni.
Non sì tosto Giovanni ed Alfredo eransi, come vedemmo, recati dal bordo della corvetta alla città nella quale dovevan subire tante sventure e perigli, la sentimentale Angiolina, ognor più passionata ed afflitta, diresse preghiere alle amiche di scendere nella sua camera, ove, ella disse, farebbe delle rivelazioni che elleno al certo non si sarebbero aspettate. Ed avvegnachè reputassero inconveniente udissele la fanciulletta Ofelia, questa per alcun tempo affidata alle cure della moglie del capitano del naviglio, si condussero alla camera di Angioina. Ivi giunte, la donzella pregolle ad assidersi, e dopo avere brevemente orato genuflessa innanzi una sacra imagine, parve riconfortata dalla preghiera e, sedutasi al fianco delle amiche, così parlò:
—Tutto, o mie care, tutto mi annunzia una vicina catastrofe, e parmi che una voce della provvidenza mi avverta esser giunto il momento di separarmi per sempre da ciò che ho di più caro al mondo.—
Le due amiche sentirono empirsi gli occhi di lacrime a tale annunzio, ma le trattennero onde non impedire all'amica di continuare.
—Sì, disse ella proseguendo, io non mi inganno; prima peraltro di eseguire un progetto che ritengo pericoloso voglio dopo tanti e tanti anni di silenzio rivelarvi un segreto che ho tenuto nel fondo del mio cuore e che adagio adagio ha infranto questo misero frale. Oh! possa questo frale consumarsi totalmente e permettere all'anima mia di volare al più presto purificata dai terreni martirii nel seno del suo Creatore.—
Le due amiche non poterono trattenere lo sfogo del pianto.