—Angiolo, disse il signor Basilio mollemente adagiandosi sul cuscino di raso del suo divano, Angiolo, porgimi quella carta ed incominciamo da questo giorno a farla da padrone da vero.—E sì dicendo accennò ad Angiolina un foglio che stava piegato su un vicino mobile. La fanciulla obbedì, e recatogli il foglio, il signor Basilio lo lesse per ben due volte, e quindi toltosi dalle tasche dell'abito un piccolo calamaro di bronzo, v'intinse una penna che aveva dentro lo stesso calamaio e segnò il proprio nome appiè del foglio, quindi ripose il tutto nella saccoccia del soprabito.
Angiolina lo guardava con un misto di stupore e di curiosità; il suo animo era agitato, le parea che quel foglio dovesse portare a qualche grave conseguenza. Il signor Basilio si avvide della bramosia di Angiolina, che ei credeva un mulatto fin dal momento in cui, piacendogli la sua fisionomia, l'aveva presa al suo servizio.
—E che sì che tu saresti curioso di sapere cosa si contiene in questo foglio? io ci scommetto.
—Padrone, la curiosità è il debole della razza indiana; io non posso liberarmi da un difetto di famiglia.
—Tu sei così divoto alla sincerità, anco quando sta contro di te, e d'altronde io ho per te un affetto sì strano, dirò, e straordinario che non saprei negarti la piccola consolazione di compiacerti; tu desideri sapere cosa contenga questo foglio?
—Non v'ingannate; voi avete contratto in tal guisa il vostro volto nel rileggere quel foglio che la curiosità di conoscerne il tenore non sarebbe venuta solamente ad un Indiano, ma a qualunque siasi persona che vi amasse.
—Alla buon'ora, sclamò il signor Basilio, almeno mi sento dire una volta che sono amato.
—Credereste forse di non meritarlo? esclamò Angiolina guardando fisso con quei suoi occhi il signor Basilio, che dovette abbassare i suoi.
—Questo giovane bizzarro m'intenerisce e mi atterrisce, mormorò il perfido. D'altronde perchè lo tengo io?
—V'avrebbe offeso il mio detto, padrone? continuò Angiolina cessando da quello sguardo ammaliatore che ben s'avvedeva avere sconcertato terribilmente l'uomo fatale. Sebbene i meriti sieno premiati da Dio, come da lui punite le colpe, sebbene spessissimo e gli uni e le altre possano celarsi a tutti gli uomini, è nondimeno una terribile verità che entrambi sono conosciuti da colui che gli ha: in questo caso….