E tutti e tre stavano a guardare il quarto giuocatore, che con tutto il sangue freddo possibile succhiellava la sua ultima carta. Estratta che l'ebbe, senza dir parola schierò sul tappeto le sue carte, mostrando col dito che davano per punto quarantanove a fiori.

—Ah! disse l'uffiziale, il 21 è stato eclissato dal 31, e questo dal 49.—

La mascherina non potè trattenere uno scroscio di risa mentre ritirò il denaro.

Il signor uffiziale prese ciò in mala parte e, dopo alcune partite, essendosi sciolto il giuoco, mentre stavasi per passare alla sala da ballo, fattosi presso a colei dal dominò bianco, gli susurrò all'orecchio:

—Mascherina, ho bisogno di dirvi una parola in quattr'occhi.

—Dove e quando volete, riprese il dominò bianco senza esitazione.

—Subito e nella sala del buffet, se vi piace.

—Volentierissimo.—

Ed entrambi si avviarono al luogo indicato. Giunti peraltro che furono in fondo ad un corridoio solitario, ove appena arrivavano i suoni dell'orchestra, la maschera riprese la parola e, soffermatasi,

—Signor Alfredo, disse, ciò che volete dirmi, potete dirmelo qui.—