Fu scena patetica, indescrivibile di purissimo amore.
—O mio adorato Giovanni, o mio sposo, ed è pur vero, o sogno è questo? tu ritorni a me!
—O amore mio, o mia diletta, Iddio non ha voluto che io bevessi tutto il calice dell'amarezza… sì… noi non ci separeremo più mai.
—Saremo adunque una volta felici! esclamarono insieme tutti gli altri.
—Ah! riprese Giovanni tergendosi il sudore che copiosamente gl'irrigava la fronte. Io sperai che vi avrei riveduti arrecandovi novella di felicità, ma ahimè! la grande stella di Italia è tramontata attuffandosi nelle onde dell'oceano, è tramontata pallida e sanguinosa; vano è lo sperare.
—Ma tu vivi, sclamò Rosina con ineffabile trasporto, tu vivi; che possiamo desiderare di più?
—Cuore di donna, tu non ti smentisci giammai, interruppe Giovanni; non a me… che sarei morto lungi da voi, non potendovi arrecare quella felicità che avrei voluto, ma a Lui, a quel grande che fu, è dovuto il ritorno del vecchio cospiratore. I suoi ordini sono sacri per me, io l'ho obbedito; ancor mi suonano all'anima le sue ultime memorande parole: Verrà verrà il giorno della libertà per questa Italia che tanto amiamo. Verrà l'unità di essa, quando vinta l'idra della demagogia, i popoli sapranno essere virtuosi. Allora lo straniero rientrerà nella sua tana oltre le Alpi.—
Tutti fecero silenzio, colmando di affettuose carezze quel redivivo padre di famiglia.
—Sostato alquanto nel dire, rivolse gli occhi al cielo come per invocare un avvenire di felicità, e quindi con fioche parole: «Giovanni, volgimi il capo verso l'Italia, fa che io spiri volgendole la fronte, come il divoto pellegrino all'eccelsa Gerusalemme.» Io obbedii, esso rivolse lo sguardo al cielo, e la sua bell'anima raggiunse l'eternità. Un coro di angioli le scese incontro, io sentii la celeste fragranza, vidi la luce divina, mi prostrai e piansi.—
Giovanni fece lunga pausa e stette a ciglia asciutte; i circostanti dettero in dirotto pianto. Ogni anno ei fe' giuro di visitare una tomba; e mantenne quel giuramento. Un giorno egli volle anticipare; montato su di uno dei più veloci cavalli, il resto della famiglia lo seguì qualche ora dopo.