A questa frase, pronunziata ad alta voce, l'uomo del manoscritto alzò la testa e fece un involontario movimento indicante compassione, quindi eseguì una grande cancellatura sull'opera e si mise a meditare.

—Benissimo, soggiunse l'altro damerino replicando alla dichiarazione della signora, benissimo: così è che dovrebbero fare tutte le gentildonne.

—Sono del vostro parere, caro cavalier segretario, disse il primo; ma il male sta che non tutte le signore del nostro secolo hanno l'acutezza d'ingegno ed i gusti della marchesa.

—Obbligata del complimento! fu sollecita a riprendere la elogiata; sempre cortese e gentilissimo!—Indi, accostandosi al naso una boccetta d'oro contenente essenza odorosa, ne aspirò buona dose.—Io peraltro non lo merito, soggiunse: faccio il mio piacere e nulla più.

—In grazia, che avete raccolto dai vostri studi mondiali? interrogò il conte.

—Ditecelo, proruppe il cavalier segretario.

—Che bisognerà educare il popolo.

—Non v'ha dubbio esser questa una delle più grandi necessità dell'epoca.

—Ah! saltò su a dire l'uomo del manoscritto (chiudendo il quaderno ed avanzandosi a prender parte alla conversazione con quella libertà di modi che si pratica fra le persone con cui si è per viaggiare); ma il mezzo sapreste voi additarlo, o madama?

—Fa duopo discutere molto.