—Oh quanto è amabile quella fanciulla! si dice anche sia molta ricca.
—Ne so più di te; si chiama Rosina.
—Ma che? sarebbe ella forse della nostra congiura?
—Sì certo: Oh! non lo sai, disse Topo, cosa ci ha detto il nostro capitano ieri notte all'osteria dei Tre Mori?
—Come posso saperlo? all'osteria non ci venni, lo sai bene; ero di guardia in fortezza vecchia, smontai alle undici di fazione per dormir sul pancaccio.
—E per conseguenza disponesti alla paura il militare che doveva succederti in sentinella, onde esplodesse sul caprone maraviglioso.
—Certo che sì; e conoscendo quanto fosse babbeo il mio camerata, gli feci una paura tale che, veduto il supposto mostro, rimase come di pietra, e adesso è allo spedale di Sant'Antonio.
—Ottimo luogo per gli scimuniti suoi pari.
—Eppure Marco non è un giovine da disprezzarsi; io spero che un giorno sarà della nostra.
—Belzebù ti liberi dal farne nemmeno la proposta; caro amico, i contadini per le faccende della nostra congrega vanno tenuti alla larga, ci vuol il coraggio che abbiamo noi.