—Ma…. non mi dicevi che la signorina è dei nostri? più debole di una fanciulla nobile, educata, di sedici anni non saprei.
—Tu nei sai poco; costei è nostra, nostra affatto…. figúrati è la sposa del nostro capo.
—Del Caprone?
—Del Caprone appunto; come la sorella del Caprone, la cara Esmeralda, sarà, cioè lo è di già, la innamorata del capitano Alfredo fratello di Rosina.
—Topo mio, tu mi fai stupire!
—Sei un balordo; ed io voglio istruirti. Nella nostra setta hanno da entrare tutti coloro che o direttamente o indirettamente possono giovare allo scopo. Quindi il nostro degno capo, il quale si rende visibile ed invisibile, che con maravigliosa celerità si trasferisce da un luogo ad un altro, raccoglie tutto il migliore; cosicchè dai poveri facchini quali siam noi, dai ladri, dalle donne di mondo, dai marinari, dai barcaiuoli si sale ai soldati, agli ufficiali, alle damine, agli ottimati e….
—Ma dimmi un poco, proseguì il compagno, perchè il Caprone ci volle tutti quanti alla festa?
—L'avrà fatto per darci un'idea di questo mondo di signoria che prima non conoscevamo; per la bizzarra sodisfazione di vedere col benefizio della maschera mescolati insieme i ladri ed i galantuomini, i poveri e i ricchi, le dame e le pedine: e poi…. a lui sta a comandare, a noi spetta l'obbedire; nè ci è lecito dimandare la ragione degli ordini. D'altronde il nostro intervento qua è puramente pacifico: noi siamo disarmati.
—È vero, disse l'altro, io non ho che un coltellaccio a cricco.
—Ed io un corto stile a triangolo.