—Parlate.

—Io verrò alle catacombe, ma verrò solo.

—Solo? urlò il sopraggiunto, solo? e perchè?

—Mia sorella…, ripetè con dignità l'uffiziale, è pura, essa non… può, non deve essere contaminata dalla sozzura di coloro che interverranno a San Iacopo.

—Alfredo!!! La vostra mentre vaneggia, il vostro orgoglio rinasce: tutti gli uomini, tutte le donne sono e saranno eguali; dal primo Adamo e dalla prima Eva tutti siam figli dei medesimi genitori. Voi obliate i vostri giuramenti. Ma no… il fratello di Rosina non può essere un traditore; il vostro contegno, se non credessi al sangue che vi circola nelle vene, potrebbe darmi sospetto. Oh guai per voi se il sospetto allignasse nell'anima mia!

—Già avrete ascoltato che non sono disposto a cedere alle vostre minacce; mia sorella non interverrà.

—Ella interverrà; e quando voi ricusaste il vostro braccio, io ho mezzi infallibili senza di voi.

—E che? Osereste un oltraggio, una violenza?

—Io un oltraggio? io una violenza a Rosina? Mal mi conoscete. Voi sì, signor uffiziale, voi sì che siete e potete esser capace di ciò; non già io povero marinaro, povero cospiratore, ma onesto, ma grande nella sventura. Voi sì che io ritrovava in luogo appartato e già trionfante dell'onore e della debolezza di mia sorella.

—Gran Dio! Che dite mai?