—Gente armata si avvicina al castello: un contadino che l'aveva scoperta al chiaro di luna è corso a gambe levate a porgermene avviso. Si dice che lo zio vostro, scoperto il segreto maritaggio, abbia ottenuto dai tribunali un ordine di cattura per voi e di reclusione in un monastero per la vostra consorte; si dice che sarà annullato il matrimonio.
—Ah giammai, giammai! esclamò il giovane Artini; venderò cara la mia vita; il principe mi ascolterà.—
Dare un balzo dal letto e vestirsi fu tutt'uno.
La giovane Amalia svenne.
Il buon Iago col soccorso della cameriera la fece avvolgere in un lenzuolo insieme col bambino che dormiva, traducendola nel granaio, in cui si penetrava per una botola.
Il signor Artini, che dapprima voleva far uso dell'armi, fu poscia persuaso esser migliore espediente fuggirsene alla capitale ed implorarvi l'aiuto delle leggi a suo vantaggio, onde far vano il progetto dell'iniquo suo zio.
Quando gli armati si presentarono, la casa fu trovata deserta.
Iago, dopo che nei dintorni cessò la mania di ciarlare in mille guise sull'avvenimento, per erti colli e cupe foreste condusse la padroncina ed il figlio su quella collina ove li abbiamo veduti, ed un tugurio servì loro di ricovero. Gli armati, nel desiderio d'impedire ai fuggitivi di valersi, quandochè ritornati, degli ori, degli argenti e delle gioie della villa, se ne impossessarono a nome del brutale zio. Ed Iago solo col ritratto dei suoi guadagni, per cui aveva un peculietto, provvide al sostentamento proprio e delle care creature, sperando di giorno in giorno che il padrone, ottenuta giustizia, sarebbe ritornato alla casetta di campagna, dove aveva lasciato il fedel contadino depositario del segreto nascondiglio di Amalia e di Giovanni. Ma passarono giorni, passarono anni, e il signor Artini non si vide; e d'altronde Iago credeva pericoloso il farne ricerca a motivo della potenza dello zio del padrone che poteva riuscir fatale ai suoi cari protetti.
La giovine Amalia si era abituata, dirò, alla vita rozza della povera campagnuola; faceva da gran tempo le faccenduole di casa, andava a provvedere il vitto traendosi dietro Giannino al vicino villaggio, poichè un giorno anche Iago, partito per la capitale, non era più ritornato. Dall'epoca in cui Amalia rimase sola col suo bambino, a lei toccava girsene al vicino bosco per le legna, a lei a coltivare un meschino orticello, a filare e vendere la filatura al mercato: e siccome la piccola somma portata dalla casa cominciava ad essere sugli ultimi, ella si vedeva sull'orlo dell'abisso e della miseria. L'infelice non tanto piangeva per sè, quanto per il marito e pel figlio: pel marito, di cui ormai non credeva ricevere altre novelle che della morte; pel figlio, che, pieno d'intelligenza e di amore, andava ad entrare nel più doloroso avvenire, ed i primi atti della sua tenera mano avrebbero dovuto esser quelli dello stenderla accattando limosina. Tale era la trista ed orribile posizione di Amalia quando noi la vedemmo insieme col bambino salire l'erta della capanna al principio di questo capitolo e quando miracolosamente e ormai contro ogni speranza ella aveva veduto arrivare l'adorato consorte.
Non dobbiamo nè possiamo tacere che, durante la separazione del marito dalla moglie, del padre dal figlio, il piccolo Giovanni, di focoso temperamento, di precoce intelletto aveva voluto apprendere la storia della propria sventura. Sensibilissimo e fiero, egli si era formata un'idea sinistra di tutti quegli uomini che la fortuna pone in una classe elevata. Abituato a conversare coi miseri fanciulli del villaggio subalpino, si era già affezionato ai costumi popolari, alle persone che soffrono, costrette a guadagnarsi la vita col sudore della fronte. Il rapido mutamento di sorte lo imbarazzava, e, toltone il dolore che avrebbe avuto di tornare ad essere privo del padre, il suo cuoricino batteva sempre di affetto per le rupi selvagge testè abbandonate. Ma intanto la nave, solcato il Mediterraneo, si avvicinava per l'oceano alle ospitali rive dell'America, facendo vela per le Antille, ove il nostro giovane erede del defunto zio era divenuto uno dei più ricchi possessori e coloni. Colà egli aveva divisato condurre la sua tenera Amalia ed il caro Giannino; l'Europa eragli divenuta un tristo soggiorno, tanto erano state le sventure che vi aveva provate; ei credeva che il nuovo mondo potesse aprirgli una carriera di novelle felicità. Sentiva il bisogno di respirare aura più libera, di svincolarsi da quei sociali impacci del costume europeo.