—Io mi son sempre trattenuto, disse Giovanni, dal parlarvi di cotesta Europa, di cui serbo dolorose rimembranze; imperocchè quel guasto mondo mi è sempre parso coperto dalla nera caligine che esalano i suoi vizi.

—Ah! figlio, io non nego che gli uomini di cotesto luogo sieno peggiori di quelli d'America, ma iniqui ve ne sono dappertutto.

—Isolatamente ne convengo, ma qui la perfidia è un'eccezione, colà è una regola; il cuore mel dice, la naturale antipatia me ne accerta, i libri della vostra biblioteca me ne ammaestrano infallibilmente.

—E che ne concludi? riprese il padre facendogli una carezza.

—Ne concludo che, se potrò, non ritornerò colà; ma se il destino della mia vita mi obbligasse a calcare nuovamente la terra che mi vide nascere, giuro di apparirvi come un angiolo vendicatore, come un genio benefico che la libererà dalle sue sventure.—

La mente fervida e precoce del giovanetto sviluppavasi a meraviglia, ed il corpo ne seguiva gli impulsi.

Il bravo governatore lo educava ai militari esercizi, il sole ardente delle Antille gli abbruciava il cuore; ei si sentiva come padrone di un'epoca.

—Ma, soggiunse un bel dì alla madre, i vostri patimenti, o madre, formano la più mesta reminiscenza dei miei primi anni; io ne serberò incancellabile la memoria. Io sento, sì, sento in me la pietà, la compassione propria dei nostri Indiani, ma sento altresì la ferocia di essi; quella compassione la serberò per i poveri, come eravamo io e voi quando il babbo ci raggiunse allora che io nel fitto inverno mi reggeva alla vostra lacera gonna per salire alla capanna e soffriva nel vedervi piangere e sudare sotto il peso delle legna che portavate per scaldarci. Ma la ferocia io la serberò contro quelle classi privilegiate che si pascono del sangue e del sudore dei poveri e a cui apparteneva quell'uomo che ci cagionò tanti affanni. Esso è morto; però ne esistono tanti eguali, madre mia. Ma… a proposito, continuò, mio padre debbe avervi narrata la storia delle sue sventure durante la sua assenza: e che? io dunque non debbo saperne nulla?

—A che vantaggio rinnovare la memoria di un fatto che è già registrato nel passato?

—A che pro, madre mia? Perchè sappia in qual modo coloro che avrebbero dovuto giovare ai miseri ardissero calpestare i più sacri doveri.