—Molto strano il vedervi afflitta così, mia buona figlia, riprendendo il discorso aveale detto il padre abate: spero però che il vostro stato sia effetto della stanchezza della passata notte.

—Tutto il contrario, mio buon padre; io non ho ballato che due sole volte.

—Che è mai dunque?

—Un peso orribile, mio buon padre, un peso proprio qui in fondo al cuore mi debilita, mi annienta.

—Volete voi ch'io vi aiuti a sollevarlo? Ebbene, figlia mia, non sarà questa la prima volta che mi avete aperto il segreto dell'anima vostra. Io non dirò che dobbiate considerarmi come al tribunale di penitenza, dove io sono severo giudice in nome di Colui che regna nei cieli; ma consideratemi sempre pronto a spargere olio e vino sulle acerbe ferite dei miseri abitatori di questa valle di lacrime.

—No, non posso acconsentire ad affliggervi col racconto dei miei mali; voi siete venuto a me ad oggetto di trattenervi in amichevole conversare, anzi a far meco colezione. Permettete adunque che ordini il caffè o la cioccolata, come più vi aggrada.—Ed in questo dire fu per chiamare col campanello la cameriera

—Oh! no certo, figlia mia, riprese il monaco trattenendo la bianca di lei mano onde impedirle sonasse il campanello, oh! no certo; e come volete ch'io possa pensare a prender cibo, vedendovi così cupamente concentrata in voi stessa? Certo che io nol farò, a meno che prima non mi sveliate quei pensieri che l'animo vi tormentano; e qualora vogliate dinegarmelo, non torrò questo ad ingiuria, non volendo obbligarvi a parlare, ma mi ritirerò per lasciarvi in libertà e tornerò in altro momento più opportuno.—

La fanciulla, immersa nel più cupo dolore, non pensò a rispondergli; laonde il monaco si era alzato e già si avviava alla porta: il suo moversi scosse la giovane dalla dolorosa apatia, tal che, alzatasi, preselo per un lembo della veste e lo costrinse a seder nuovamente presso di sè.

Fu qualche tempo silenzio; finalmente in mezzo a mille strazianti dubbi la giovane svelò gli arcani del suo cuore all'ottimo religioso.

Durante il lungo racconto l'abate avea più volte afferrato un pensiero ed interrotta la narratrice esclamando:—Possibile? possibile?—