—Di qual pericolo, in grazia? prese a dire madama Guglielmi scorgendo un certo non so che di mistero nelle maniere e nelle reticenze del signor Basilio.

—Eh! vi dirò…. ma già lo saprete; una certa voce….

—Non so nulla; spiegatevi.

—Si dice…. ve', forse saranno chiacchiere; si dice che anche a
Livorno possa esservi una setta demagogica.

—Misericordia! sclamò spaurita la signora, che dite mai? E guardò il signor Basilio, il quale dal canto suo fissava la vedova con sguardo significante.

—Credeva che ne aveste sentito, così come io, vociferare.

—Vi ripeto che non so nulla, anzi sarei ansiosa….

—Vi soddisfaccio subito; ma, guardate, non intendo di accertare la cosa e desidero anzi che siano fandonie, cara madama: voi avreste orrore; si tratterebbe di voler far man bassa sui nobili, sui ricchi, sulle persone e, piango in dirlo, fino sui ministri di Dio; anzi da questi vorrebbero incominciare quei manigoldi e quei demonii.

—Ah! caro signor Basilio, una specie di 93 dunque?

—Altro che 93! quei diavoli si appellano carbonari ed hanno le carbonaie dappertutto, veri tizzi d'inferno; pur troppo le avranno anche qui! anzi da certi discorsetti che ho sentito in un luogo…. (e nel dire queste parole guardò maliziosamente madama).