—Gran Dio! proruppe madama Guglielmi, ma siete voi il solo che calcola in questa guisa; la mia adesione….

—La vostra adesione vi è benissimo: e non vi ricordate la cambiale che firmaste tre sere prima del festino?

—La cambiale? esclamò madama percuotendosi la fronte: come? io ho firmata una cambiale per quarantamila scudi? E non mi diceste che era il semplice rinnovo dell'antico mio debito?

—E credevate voi che io volessi danneggiare il mio commercio? Il foglio parla chiaro e non occorrono schiarimenti.—

Madama Guglielmi, vedendo il riso sardonico dell'iniquo amico, si sentì côlta da brivido febbrile: s'avvide di esser perduta ed indegnamente tradita; ella avea firmato il foglio senza pur leggerlo; riandò nella mente colla maggior celerità se vi fosse modo di sodisfare quel mostro, ma dolorosamente dovette convincersi che le sue dissestate finanze non potevano fornirgliene il mezzo. Si avvide di essere in balía della volontà di quell'uomo terribile e, mentre sentiva bagnarsi la fronte del sudore dell'angoscia, non fu capace di proferire parola.

—Secondariamente, proseguì il signor Basilio con quel suo infernale sogghigno, si oppone al nostro maritaggio l'opinione del mondo, il quale, conoscendo me per vostro creditore, potrebbe credere lo fossi divenuto per giungere al possesso della vostra mano, che io nell'amichevole imprestito fossi stato animato da secondo fine d'impalmare la vedova di un generale distinto….

—Ma, interruppe madama severamente, il mondo conosce quali interessi passino fra voi e me? I vostri registri son eglino cosa del pubblico?

—Non dico nè sì nè no; cioè distinguo: se voi per pubblico intendete gli sfaccendati e gli oziosi, oh! certo, no che io non mostro i miei registri a costoro. Ma se per pubblico intendiamo quegli uffizi ove esistono impiegati che devono conoscere indispensabilmente gli affari dei galantuomini, certamente il pubblico conosce la somma che io avanzo da voi.—

Madama era annichilata sotto lo sguardo del signor Basilio, il quale, senza mostrare di conoscere l'orgasmo della vedova, continuò:

—È vero ch'io professo la maggiore stima verso i signori impiegati nell'uffizio delle ipoteche e son certo del loro silenzio fino a che non sentissero parlare di noi; ma non potrei ripromettermi d'altrettanto alla notizia del nostro matrimonio. In generale le seconde nozze fanno sempre ciarlare; molto più lo farebbero le vostre, chè siete persona di alto rango. Vi è ben noto quanto io sia nemico del sentir parlare di mia persona; pure, se vi fosse un qualche mezzo termine….—