La vedova, fra la vita e la morte, ricovrata la parola, proferì:
—Su via, non mi tenete in tanta angoscia, parlate.—
Il signor Basilio si concentrò in sè stesso facendo una cera da ebreo convertito e traendo un lungo sospiro:
—Faccio uno sforzo nel proporlo, uno sforzo terribile.—
Madama era stupefatta.
—Ah! non sia mai detto che abbia abbandonata la causa dell'amicizia.
—Per carità, non mi tenete angustiata!
—Mentre tutte le convenienze si oppongono a che io divenga vostro sposo, potrebbe tollerarsi ch'io divenissi vostro genero, quando pur me ne crediate degno.—
La gran parola era finalmente scagliata; il signor Basilio avea, come dice il proverbio, presa la lepre col carro.
La signora Guglielmi fece il volto più livido di un cadavere: il suo amor proprio, già sacrilegamente oltraggiato nella ripulsa a sposare lei stessa, lo diveniva doppiamente nell'attuale proposta, per lei tinta del più amaro scherno. Ma si può egli transigere con un creditore di quella tempra che in tre anni aveva quadruplicato il capitale? Madama non ebbe forza di rispondere; chi sa che cosa avrebbe detto in quell'istante, se dalle di lei gelide e convulse labbra avesse potuto uscir la parola?