Il furbo per altro non interpretò favorevolmente il silenzio della signora, dai cui occhi partivano lampi di sdegno. Laonde con una vocina dolcissima ed in basso profondo:

—Mi pento, signora, d'aver parlato: la nostra conversazione è arrivata a un punto ben lontano da quello del suo principio; veggo bene che vi dispiaccio, sono mortificatissimo…., ma rasserenatevi, o signora; spariranno fra poco i vostri debiti, e fra noi resterà pura e limpida la nostra amicizia.

Che mai dirà ora? pensò fra sè la Guglielmi.

—Madama, il cielo mi manda un raggio di sua divina misericordia: perduta la vostra stima, nulla mi resta al mondo fuorchè un ritiro ove espiare i miei troppi falli.—

Dove tende quest'uomo straordinario? avrebbe detto chiunque altro fosse stato meno di buona fede della signora Guglielmi nel sentir quel discorso da volpe umana; ma la donna non poteva uscire dal suo stupore.

—Sì, aggiunse con un sospiro lunghissimo il signor Basilio, fra otto giorni al più tardi, il procuratore del convento a cui farò dono di quel poco che posseggo verrà a ritirare la piccola cambiale che mi avete fatto. Oh! non voglio più interessi col mondo; ne ho avuti assai: però dal quieto asilo non cesserò di assistervi coi miei consigli, implorando su voi e sui figli vostri la celeste benedizione.—

Il gran dado era gettato: la stupidezza momentanea della signora Guglielmi cessò; ella vide in un limpido quadro qual tristo sconvolgimento avrebbe prodotta l'ultima determinazione del signor Basilio, la cui inflessibilità le era nota, ed il cui bigottismo non ammetteva dubbio: tardi, ma pur si pentì della illimitata fiducia in lui avuta tanto tempo, e per l'onore della medesima vogliamo credere non vi fosse anche qualche altro motivo di segreta deferenza verso l'uomo terribile. Ella misurò l'abisso nel quale sarebbe caduta, se in breve termine avesse dovuto restituire l'immensa somma; vide la sua casa e i suoi arredi venduti, sè decaduta nell'opinion pubblica, l'avvenire dei figli compromesso e rovinato: pensò quindi, risolse, ed invano potrebbe descriversi il suono della sua voce nel pronunziare queste parole:

—Signore, non permetterò mai che rinunciate al mondo, in cui sapete sì bene condurvi e a cui potete esser di tanta utilità da non misurarsi. Acconsento a darvi mia figlia e già vi considero qual mio genero; voglio sperare che Rosina, la quale è ignara d'ogn'altro affetto fuorchè di quello filiale, sarà lieta di unirsi ad uomo di merito sì raro qual siete voi.

—Troppa bontà, signora, rispose seccamente quell'uomo impassibile, avvezzo a padroneggiare i suoi sensi in guisa che non si scôrse sul di lui viso la gioia che provò nel cuore udendo la promessa della Guglielmi; promessa che coronava tutti i suoi voti ed alla quale mirava da lungo tempo.

—Ahimè! continuò, madama, io mi assumo una grande responsabilità in faccia al cielo ed agli uomini.