Iago assunse con gioia l'incarico, e padre Gonsalvo rese nuove grazie all'Altissimo del sempre crescente favore con cui compiacevasi di assisterlo nella sua impresa. Il negro obbedì e, giunto nelle vicinanze delle catacombe, avendo veduto lucicare in distanza delle armi, giudicò che l'affare del suo antico padrone fosse scoperto; talchè, sempre più desideroso d'impedire una sorpresa, cautamente si celò fra gli scogli dell'imboccatura della caverna, fermo di restarvi per spiare i movimenti di quella truppa che se ne stava appiattata in vari punti della scogliera. E noi vedemmo con qual felice esito il povero negro giungesse a prevenire Giovanni del pericolo che gli sovrastava.

Ma e Giovanni ed il rimanente de' suoi, profondati nell'abisso sottoposto al mobile pavimento della sala, si salvarono eglino? domanderanno i lettori.

Essi il sapranno, rispondesi; ma siccome gli autori fra i molti loro privilegi hanno quello di narrare i fatti come più torna loro a capriccio, io invece, passando dal descrittivo al dramatico stile, vado ad appagare la loro curiosità sovra altro punto, ponendoli in grado di conoscere in qual maniera Rosina ed Alfredo non andassero alla notturna assemblea.

Le scene hanno luogo nel palazzo Guglielmi.

SCENA PRIMA

Salotto illuminato da lampada all'inglese pendente dal soffitto e con cristallo fiorito e diafano. Il salotto non contiene che una graziosa tavola di noce a pulimento; alcune sedie di mogano vi sono attorno, due canapè imbottiti ai lati: è salotto di passaggio che mette negli appartamenti di ROSINA a sinistra e di ALFREDO a destra, ai quali si va dalle relative porte d'ingresso a destra ed a sinistra della scena. In fondo è la porta comune che dà adito al rimanente del quartiere. Un orologio a pendolo suona le undici.

ROSINA, entrando nel salotto con passo assai leggiero.

Ah! è pur forza cedere al destino! Se lo stesso padre Gonsalvo qui si trovasse cambierebbe il datomi consiglio. (Si sofferma come per aspettare se alcuno si avanzi.) Fra poco io mi troverò sotto abito mentito; fra poco assisterò a terribile scena, il cuore me lo dice. Ma che? sia pur crudele la sorte che mi sovrasta, nol mai sarà quanto quella che la troppo condiscendente mia madre mi prepara. Io sposa di quell'ipocrita? io unir la mia mano a quella dello sdolcinato signor Basilio?… prima la morte. Sì! mi getterò nelle braccia dell'uomo misterioso, ma pur da me amato, sì!… Ma che dico? Non ho io un fratello, un fratello che mi ama? Oh! mio Alfredo, tu solo sarai il mio sostegno, tu solo la mia speranza! (Dopo avere lentamente traversato il salotto, si avvicina alla porta del quartiere di Alfredo.)

Ros. (sottovoce). Alfredo.

Alf. (aprendo la porta). Ah! mia Rosina, già ti aspettava.