Ros. Lo so…. I miei abiti alla militare sono essi preparati?

Alf. Ah! mia adorata, mia unica sorella, e che? tu dunque vuoi venire alla perigliosa riunione?

Ros. Sì, Alfredo.

Alf. Non mai! io non posso condurti.

Ros. Che dici? Oseremo noi disobbedire a colui oggimai arbitro dei nostri destini?

Alf. Cálmati, Rosina, dissuaditi; io solo andrò, io solo nel luogo ove ci appella il comando dell'uomo fatale. Si giuoca a giuoco terribile, capisci, Rosina? si giuoca la testa.

Ros. Alfredo!

Alf. Sì, Rosina, sì, mia adorata sorella. Ah qual trista sorte è la nostra! io non posso dirti di più; tempo verrà che mi sarà dato aprirti il mio cuore, sul quale posano tanti affanni.

Ros. Ah fratello! lasciami dividere il tuo periglio, sarà di noi quel che Dio vorrà.

Alf. Anche un'altra, un'angelica creatura come te, era ostinata, insistente; un nume benefico l'ha salvata; un monaco che palesandosi mi svela esser direttore della tua coscienza.