— E allora come verrà?

In portantina.

— Sarà sempre una bella cosa, però! — insisto io, e il «sediaro» inchina lentamente il capo assentendo; ma storce la bocca.

Dal fondo della navata viene un brusìo confuso: mi volto e veggo su la massa oscura e ondeggiante qualche cosa che brilla.

— È una croce? — domando.

Macchè croce! So' bajonette! — mi risponde subito una popolana alta come un granatiere; e una monachella piccola piccola che, poverina, per quanto provi a rizzarsi sulle punte dei piedi non arriva a veder nulla, commenta con una vocetta deliziosa: — Si lei mi assicura che sono propio baglionette, allora vuol dire che viene lui.

Un rumore di voci bianche e nere, vicine e lontane esclamanti tutte insieme: — Viva il papa-re! Viva il santo padre! — e uno sventolìo prolungato di fazzoletti ci dicono che la monachella ha ragione.

Quando la calma e i fazzoletti rientrano nelle tasche e negli animi dei pellegrini, sotto le volte aurate della basilica enorme si fa un gran silenzio; ed io allungando il collo riesco a distinguere da lontano fra un gruppo di cardinali purpurei, di monsignori violacei, di guardie nobili rosse e di svizzeri multicolori, il sommo pontefice che si soffia il naso.

Dopo un po' ritorno ad allungare il collo e veggo ancora il papa, vestito di una mozzetta paonazza rallegrata da una ricchissima stola d'oro, volgersi con la persona magra ora a destra ora a sinistra, alzando e abbassando le braccia.

Le cose vanno per le lunghe, e intorno a me tutti si dolgono di non poter sentir nulla. Per fortuna la popolana, trovandosi in grado con la sua alta statura di arrivare a vedere qualche cosa, di tanto in tanto ci informa di quello che succede, e a un certo punto con la sua bella pronuncia armoniosa ci dice: — Sapete? Er papa sta a fa' un bellissimo discorso; ma disgraziatamente la voce nun l'assiste!