La monachella che fino ad ora, poverina, per quanti sforzi abbia fatto non è riuscita a poter vedere neppure un pezzetto di papa, abbassa gli occhi e sorride; e la popolana esclama: — Ah, Pio nono! Quello davero era un sommo pontefice! Me ricordo che er giorno de la messa novella quanno s'affacciò a la loggia pe' dacce la benedizione inurbis e torbis disse un orèmuse che s'intese a Monte Cavallo.

Tutti ridono, e una guardia palatina, raccogliendo il discorso della popolana dove essa lo ha lasciato cadere, continua a tessere le lodi dì Pio nono; e di lode in lode, scandalizzando e spaventando la povera monachella, arriva a raccontare le bojate de la notte der sedici lujo, ossia di quella notte memoranda in cui la salma del pontefice al lume discreto e pio de le torce de li preti e al chiarore indiscreto e reo de li bengalli de li frammassoni fu trasportata da San Pietro a San Lorenzo for de le mura.

Quanno fossimo a li novi quartieri — seguita a dire la guardia, commentando le parole con gesti solenni — le serciate se spregaveno. A me me ne passò una qui, che si fortunatamente nun pijava su la schina de Pippo, io nun ritornavo più a casa.

Un lungo applauso tronca sul più bello, con mio rincrescimento, il racconto della guardia palatina; i fazzoletti come uno sciame di farfalle bianche ricominciano a svolazzare sulla folla bruna, e una voce robusta grida: — Viva il sommo pontefice, cattolico, apostolico, romano! — Un lungo batter di mani segue il grido, e quando lo scoppiettìo degli applausi sta per cessare una vocetta stridula di galletto accapponato urla: — Abbasso Umberto! — Due gendarmi cór bonettóne a pelo pongono subito le loro quattro mani inguantate addosso al galletto accapponato e lo portano via, forse per rimetterlo in gabbia. Intanto la folla si riversa correndo nella navata centrale: mi ci riverso anch'io e aspetto con lei il passaggio del papa il quale a dir vero non si fa molto desiderare; difatti dopo qualche minuto di attesa fra due file di guardie palatine col fucile, di svizzeri con le alabarde e di guardie nobili con le scimitarre sfoderate, seguendo un crocifero incominciano a passarci davanti seminaristi con le cotte bianche pieghettate, chierici con le zimarre nere e col roccetto, canonici con le mozzette pelose, prelati vestiti di seta, frati con le tonache di panno ruvido, e cento altre figure con gli abiti di tutte le stoffe, di tutte le forme e di tutti i colori, le quali al loro apparire suscitano la curiosità della folla e provocano commenti bizzarri, motti impertinenti e dimande e risposte spesso ridicole, ma qualche volta anche argute.

Di un signore lungo come una pertica, con le spalle coperte da un ricco mantello di saja scarlatta, sento dire che egli nella Corte pontificia deve avere una carica altissima. Un altro, piccoletto, con la testa grossa, il petto largo e le gambe corte lo sento qualificare per il segretario dei brevi.

Una donna vedendo un vescovo barbuto, con la dalmatica e con una specie di corno dogale in testa, che incede solennemente in mezzo ad altri vescovi imberbi, domanda: — E lui perchè ci ha la barba? — Perchè nun ci avrà avuto tempo de farsela! — le rispondono.

Un signore attempato, vestito di nero come Carlo quinto, che cammina tronfio e pettoruto, lo veggo additare da tutti come un cameriere di spada e scappa.

Un cantore della cappella Sistina dalla chioma grigia lucida, folta e profumata, passandoci accanto, volge verso di noi il suo volto simile a una prugna gialla insecchita e ci guarda con gli occhietti languidi velati di mestizia. — Poveretto! — mormora una donna del popolo — se deve esse' perso quarche cosa!

La processione si ferma un momento come se volesse ripigliar fiato, e si rimette subito in moto.

Un sardo che mi sta vicino, impettito nel suo giubbone di pelle gialla, con la faldetta nera e con le brache bianche entro le ghette di orbace che gli arrivano al ginocchio, rimane sorpreso nel veder passare un bel tipo alto, robusto e rubicondo, in sottana e mantellone, e domanda chi egli sia. Una ragazza gli risponde, non so con quanta ragione: — È uno scopatore segreto.