Il sardo poco pratico delle diverse qualifiche, più o meno onorevoli, che allietano i componenti della numerosa Famiglia pontificia, credendo che la giovane voglia scherzare, alza le spalle e sorride nella barba ispida e nera; ma un giovinotto voltandosi verso la ragazza le osserva come lo scopatore non possa essere uno scopatore segreto, perchè se egli scopasse veramente in segreto lei non potrebbe saperlo.
Ella si mette a ridere, mostrando per qualche istante fra le sue labbra rosee i denti bellissimi, e si volta subito a guardare la portantina che arriva.
Attorniata da molti svizzeri e guardie nobili, preceduta da un gruppo numeroso di cardinali e seguìta da una folla acclamante, la portantina sostenuta dai «sediari» ci passa davanti adagio adagio. Molti si inginocchiano strillando: — Santo padre! La benedizione! — e, appena veggono uscir fuori dalla finestra della bussola un braccio a benedire, alzano le mani piene di rosarii, di medagliuzze, di immagini sacre e di scapolari perchè la benedizione papale scenda non soltanto su le loro teste, ma anche sui loro «generi di devozione».
La portantina, intanto, fra un ricco e variopinto ondeggiare di rasi, di sete, di saje, di velluti, di frangie, di fiocchi, di pennacchi e di piume, nel quale, tra un velo azzurrino e leggero di incenso, di quando in quando lampeggiano croci e corazze, pastorali e alabarde, candelieri e fucili, si allontana a poco a poco, seguìta dalle acclamazioni; piega a sinistra ed entra nella cappella del Sagramento. Colà, mentre la folla rimane di fuori dei cancelli del Borromini, sempre acclamando e sventolando i fazzoletti, alcuni cavano fuori il papa dalla bussola, gli mettono su le spalle magre un mantello di scarlatto; gli coprono il capo canuto con un cappello rosso, alla don Basilio, e lo accompagnano verso una porticina. Egli vi rimane fermo davanti per qualche istante; poi, mentre tutti si inchinano, vi entra e sparisce.
La funzione è finita.
La gente alza ancora qualche grido che non arriva di certo alle orecchie di musaico degli apostoli e dei profeti i quali ci guardano dall'alto, e s'avvia allegramente, in fretta, parlando a voce altissima, verso la porta spalancata del tempio.
Mentre scendo nel vestibolo della basilica e mi rallegro nel rivedere il cielo azzurro, una donnetta vestita di nero con una lunga mantiglia di seta tagliata all'antica mi si avvicina, osservando le asole della mia giacca e mi dice: — Guardi che lei non ha la croce.
— Ma io non sono cavaliere, — le rispondo: ed essa mettendosi subito un dito sul petto, ove tiene appuntata una crocetta di panno bianco, ripiglia: — No, no, io dicevo di questa: parlavo della croce del pellegrinaggio; — e vedendo che io non capisco mi guarda con gli occhietti acuti e mi chiede: — Ma lei è pellegrino o non è pellegrino?
— Pellegrinissimo!
— E dunque perchè non ha la sua croce?