Il povero bimbo era cieco, e la sua mamma per fargli riacquistare la vista era venuta a piedi non so da qual paese lontano, per recarlo davanti a quel pezzo di legno dipinto!
Esasperato dagli urli di quegli esaltati e commosso e turbato dalla vista di tante sciagure mi liberai dalla folla che continuava sempre a gridare: Grazia! Grazia! Grazia!, mi avvicinai alla porta della chiesa, ove un vecchio ben pasciuto, vestito di un sacco nero, scuotendo una scatola di latta piena di soldi gridava con voce imperiosa: — Fate l'elemosina a Santo Dominico! — uscii e, per avere un po' di pace, me ne andai in riva al Fibreno le cui acque inargentate dalla luna correvano sotto amene selvette di pioppi e di salici, fra il delizioso ondeggiare degli effluvii dei mentastri fioriti e il tremolio ininterrotto delle voci stridule dei grilli cantatori. M'ero appena seduto in terra con le spalle appoggiate al tronco scabro di un salice per ascoltare il canto soave di un rosignuolo, quando arrivarono due pellegrini: s'inginocchiarono, e rivolti verso la chiesa con le mani giunte incominciarono a pregare. Dopo un poco il più giovane si alzò, mi venne vicino e mi stese la mano aperta, chiedendomi qualche soldo. — Di dove siete? — gli domandai.
— Di Veroli. — mi rispose.
— E da dove venite?
— Da la Madonna de Canneto. — riprese il pellegrino, e soggiunse: — So' quattro giorni, signoria, che jamo cammenenno giorno e notte pe' le montagne!
Gli rivolsi altre domande, ed egli allora mi raccontò come laggiù a Canneto vi sia un fiume con una corrente rapidissima e che passandolo a nuoto nove volte, si lucrano un sacco d'indulgenze; mi disse che addò' ce sta la chiesia ce jesce 'no capo d'acqua gelata, e che insieme coll'acqua ce jesceno melioni de stellucce d'oro, e finì col dirmi che la Madonna di Canneto era sorella bona a Santo Dominico.
Gli chiesi notizia di quei luoghi ove sta il santuario di Canneto, e il contadino me li dipinse efficacemente con queste poche parole: — La chiesia, signoria, sta in fonno a 'na montagna pessima assaie, e loco a terra, ohi mamma! nun vidi 'no pajese!
Quando il giovinetto tornò al compagno, che seguitava sempre a pregare, lo riscosse e gli diede i soldi che io gli aveva regalati, e lui come li ebbe in mano li contò, baciò la terra e si allontanò per andarli a mettere nel bussolotto del vecchio, che gridava sempre: — Fate l'elemosina a Santo Dominico!
***
All'alba tornai nel santuario. Le lampade e le candele erano quasi tutte spente e una luce bianca e fresca entrava dalla porta spalancata; qualcuno si batteva ancora il petto innanzi alla statua del santo, e un sagrestano, fischiando, spazzava via dalla chiesa le bucce di melone e di cocomero e le altre molte immondizie che vi avevano lasciato i pellegrini.