Un altro festarolo si affaccia alla porta, guarda dentro e alzando un dito si avvicina a un prete dicendogli: — Don Luviggi! Una parola!
— Che vuoi? — chiede don Luviggi; e il contadino gli si avvicina ancora e gli dice abbassando la voce:
— C'è 'nu peccatore che vo' la confessione.
— Ma questo non è il momento! — esclama il prete alzando le spalle.
— Don Luviggi! — ripiglia subito il contadino aprendo le braccia — Don Luviggi! Quello tiene 'nu mazzo de cera accusì!
— Be', allora digli che aspetti: intanto piglia la cera — ordina il prete; e il festarolo esce, e poco dopo rientra con un fascio di candele.
Appresso a lui viene nella capanna un omicciattolo barbuto, una specie di gnomo con un cappellaccio da prete sul capo ricciuto e con un vecchio mantello color tabacco sulle spalle. È il romito che vive quassù ed ha in custodia il santuario. Egli appena mi vede mi presenta una scatola di latta facendovi ballare i soldi che vi sono dentro, e guardandomi con gli occhietti furbi mi dice: — Signò', stamo tutto l'anno qua per aspettà' 'ste giornate!
Uno dei preti lo guarda sorridendo e gli domanda:
— Come va?
— Oggi va 'nu poco moscio: speramo a domani.