"_Des mois se passèrent. On l'oubliait. Lorsque son nom, retenait parmi ces messieurs et ces dames, les plus étranges histoires circulaient; chacun donnait des reinseignements opposés et étonnants. Elle avait fait la conquête du viceroi d'Egypte, elle regnait au fond d'un palais…. Pas du tout! Elle s'était ruinée avec un grand Nègre, une sale passion qui la laissait sans une chemise. Quinze jours plus tard ce fut un étonnement; quelqu'un jurait l'avoir rencontrée en Russie. Une légende se formait; elle était la maîtresse d'un prince…. on parlait de ses diamants.
"Maintenant on la nommait sérieusement, avec le respect réveur de cette fortune faite chez les barbares_.
Come capita spesso in queste cose, tutto ciò che si diceva a Parigi di Nanà scomparsa, conteneva qualche poco di vero e conteneva assaissimo di falso.
Ella non era andata al Cairo e non era ancora stata in Russia. Ella non regnava menomamente in fondo di un palazzo saraceno; ella non s'era innamorata pazzamente di un gran Negro, che l'avrebbe lasciata senza neppur una camicia.
Era però vero all'incontro ch'ella s'era incapricciata di un grande biondo, incontrato a Montecarlo, dove s'era lasciata alleggerire un poco dei seicentomila franchi ricavati dalla vendita dei mobili fatta a Parigi.
Sarebbe arduo assai l'affermare in quale giorno preciso Nanà sia entrata in Italia da Marsiglia, dov'ella era andata direttamente partendo da Parigi. A Marsiglia un giorno s'erano perdute le traccie di lei e la cronologia stessa non ci è venuta in soccorso. Nulla toglie adunque, che prima di comparire alle Cascine di Firenze, un bel giorno di maggio del 1869, ella avesse fatto davvero una corsa nei paesi barocchi, come disse lo Zola. Chi lo sa? Certo è che prima di entrare nella classica terra delle arti, della musica e dei fiori, ella aveva arrischiata come dicemmo una gita a Monaco, dove aveva trovato chi le aveva fatto mutare itinerario.
E allora ella era stata presa da una grande curiosità di vedere questa Firenze e questa Milano di cui aveva inteso parlare qualche volta da suoi amici di Parigi, i quali non c'erano mai stati.
L'indubitato si è che ai primi di maggio del 1869, Nanà arrivò sola a Firenze, dove si mise a spendere e a spandere come la moglie d'un nabab, seguendo certi nuovi capricci della sua vita sfrenata e avventurosa.
Il soggiorno di Nanà a Firenze si lega strettamente ad uno dei periodi più funesti e più interessante dell'istoria sociale ed economica d'Italia. Esso non potrebbe essere tralasciato nella storia di Nanà, la quale prese una parte abbastanza viva nel guazzabuglio di quell'epoca, ancora oggi tutta piena di curiosi misteri per gli ingenui e per i moderati.
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