Quanto alla giubba voltata, la sua condotta ormai interessava ben pochi. Era desso un voto comperato per far passare quel benedetto carrozzino della Regia cointeressata dei tabacchi? Chi non lo vedeva? Ma si diceva. Credete forse che l'inchiesta—ancorchè si faccia—metterà in sodo il mercato di quella coscienza? Neppur per sogno. I rei son tutti d'accordo e sono i più. Anche quelli che non son ladri davvero, non vorranno tradire i consorti che lo sono. Dove mai trovar delle prove? Non si lasciano fuori le prove di tali brutture. Tutt'al più ci saranno degli indizi; ma che cosa provano gli indizi per chi non li vuoi calcolare?

Questi e altrettali erano i ragionamenti della gente liberale e disinteressata.

Nondimeno gli amici della giubba voltata—che nomavasi il sor Civinini—fecero degli sforzi sovrumani perchè l'inchiesta non avesse luogo, perchè non si tentasse neppure di fare uno spiraglio di luce, e si mettesse tutto nel dimenticatoio. I Burgravi italiani hanno nel sangue quella stessa annegazione che fece dire alla vecchia guardia di Napoleone: "la garde meurt mais elle ne se rend pas."

Ciò che essi fecero per scongiurare la vergogna dal capo della giubba voltata e da' suoi complici di cui si sussurravano i nomi alla sordina supera ogni umano credere. E con quanta annegazione si mettessero in questo còmpito, con quanto coraggio adempissero il loro vergognoso mandato, con quanto accanimento combattessero allo scopo di impedire si stenebrasse il laido mistero, basterà a capirlo quando si pensi, che allorchè ricacciati fin negli ultimi baluardi furono costretti ad accettar la inchiesta, perchè non accadesse di peggio, indovinate chi accettò di esserne il presidente?

Incredibile a credersi!

Incredibile a riferirsi!

Fu l'onorevole che nella Camera parlò più di tutti per farla abortire, fu lo stesso avvocato ufficioso del voltacasacca, uno sfregiato napoletano; fu l'uomo che aveva dichiarato pubblicamente essere la inchiesta una pazzia, un delitto, un obbrobrio; fu colui che le aveva dato contro il voto di biasimo più fiero e più solenne.

Nella storia parlamentare del mondo intero non crediamo che ci sia un'altra nota di infamia pari a codesta, che la Consorteria non ebbe riguardo di lasciar scrivere sul libro nero delle sue brutture.

L'incarico di nominare i commissarî della inchiesta era stato lasciato all'onorevole presidente della Camera. Dovere di imparzialità, rispetto di sè stesso, riguardo alla carica, deferenza verso i colleghi avrebbero imposto a costui di nominare a commissarî uomini indipendenti, spregiudicati, fuor di ogni sospetto e non coinvolti nella turpe lega!

E sopratutto una volta decisa l'inchiesta, la imparzialità ed il buon senso gli avrebbero dovuto imporre il dovere di far sì che la fossa fatta al più presto possibile.