"Elle revait quelque chose de mieux."

Ma questo meglio l'aveva dessa ben definito nella sua testa, o non era piuttosto che un'aspirazione vaga, un desiderio indistinto?

Aveva dessa un progetto già pronto prima della sua partenza da Parigi nel suo cervello da enfant gatè, oppure ella si cullava in un nuovo sogno dorato colla arditezza sovrana di una donna che conosce la sua potente irresistibilità?

Eccola nel_ coupè_ tutta sola, che la porta da Firenze a Milano.

"Anche questa illusione è svanita—pensava. Oh, i grandi della terra come sono instabili nelle loro simpatie! Non pensiamoci più."

Allora la sua fantasia tornò a Parigi e alla vita di pochi mesi prima.

"Addio, mio bel Parigi! Forse ti rivedrò presto! Per ora resta dove sei, maledetta città!"

Fa questo un affettuoso addio alla patria, come disse il Manzoni.

Ella si trovava sola, finalmente; cosa che non le era quasi mai capitato di sua vita. Sola, coll'amica più cara del suo cuore, sola colla creatura più idolatrata che avesse al mondo: sola con sè stessa.

La felicità che provò nelle prime ore del suo viaggio fu schietta e piena di sconosciuti incanti. Essa rideva forte da sè, come un fanciullo, mandava dei piccoli gridi di gioia, si agitava sul sedile e correva ora di qua, ora di là agli sportelli, si fregava le mani convulsivamente e stirava la persona, socchiudendo gli occhi con voluttà, come se le fosse capitata una grande fortuna.