—Che ne dici tu. Elisa?—le domandò suo padre.

—Ma, io dico la verità—rispose coll'accento più umile che potè trovare nella voce armoniosa la fanciulla—io non mi sento voglia di sposare un maniscalco.

Il babbo, il marchese e la signora Eugenia ruppero a ridere saporitamente. Supposero che ella credesse sul serio che quella lettera col ferro di cavallo venisse da un maniscalco.

La disingannarono….

Elisa li lasciò dire.

—Ma—riprese ella, che sapeva benissimo il fatto suo—perchè dunque questo signore mette in testa delle sue lettere quell'insegna di maniscalco?

—È la moda del giorno—disse la madre.

—L'insegna dei maniscalchi non è così. È un ferro contornato da un'aureola di chiodi—osservò il marchese.

—E questa invece che cosa esprime?—domandò la Elisa.

—È un mezzo qualunque per esprimere la propria passione pei cavalli—soggiunse il marchese.