Aldo ritornò verso la Elisa che lo aspettava. Ella lo fece sedere accanto, per domandargli se era vero ciò che le aveva contato la mattina suo padre…

—Cioè?

Che il sindaco gli avesse annunciata la sua nomina ad assessore municipale.

Aldo annuì. La Elisa sostenne la conversazione variata, saltellante, frivola fino al momento in cui dal campanello capì che chi entrava era il suo Enrico.

Allora ell'ebbe un movimento sublime di civetteria; disse tutt'a un tratto a Rubieri:

—Lei non s'è neppur accorta che quest'oggi io ho cambiata pettinatura.

—Altro che me ne sono accorto—rispondeva Rubieri mentre il conte si presentava sulla soglia dell'uscio della sala.

—Come la mi trova dunque? Le piaccio così?

—Ah, Elisa, lei è adorabile ancora più del solito—rispose Aldo che volgeva le spalle all'uscio e non poteva accorgersi che Enrico era entrato.

Infatti la Elisa quella mattina s'era fatta tagliar i capelli alla
Vallière, sulla fronte, e stava superbamente bene.