C'era un caminetto. A chiudere la bocca di quel caminetto c'era un paracamino. Uno sciagurato imbianchino sulla carta di quel telaio aveva dipinto un paesaggio al cader del sole così obbrobrioso, da far venire in uggia la campagna ed il cader del sole.

E Filippo non se n'era mai accorto.

Sul piano del caminetto Nanà scorse tre oggetti nefandi. Al posto del pèndolo, una grossa scatola col coperchio tutto incrostato di conchiglie terrestri e fluviatili, e, da una parte e dall'altra, due vasi barocchi con dei fiori di velo, sotto la loro brava campana di vetro colla rispettiva ciniglia verdesporco, che ne cingeva la base sul piedestallo di legno dorato.

Quei quadri, quel paracamino, quella scatola colle conchiglie e quei vasi erano certo la parte caratteristica, dirò così, di quella ignobile stanza, ma non erano ancora tutto. Intorno intorno Nanà, con quell'ammirabile rapidità di sguardo ch'ella possedeva quando voleva vedere, pari alla supina inerzia ond'era presa quando non le importava nulla di sapere, ebbe un'altra impressione molesta; quella che alla Francese si direbbe choquante.

Fu la presenza di un oggetto preparato su una sedia a piè del letto, accanto ad una camicia di bucato: un bel paio cioè di bretelle ricamate.

Le bretelle all'imaginazione delle donne rappresentano la vecchiaia dell'uomo che le porta. Eppure quelle bretelle di Filippo erano bellissime per quanto logore e macchiate dal sudore. Erano un avanzo dei giorni agiati e felici. Si capiva lontano un miglio che dovevano essere state un dono di qualche umile e molto borghese amante. Le liste maggiori erano minutamente ricamate in seta con leggiadro lavoro. Esse facevano capo da una parte e dall'altra a degli anelli, da cui si biforcavano i minori straccali di pelle liscia, che terminavano cogli occhielli, i coniugi legittimi dei rispettivi bottoni dei pantaloni.

* * * * *

Filippo stava, come fu detto, colle spalle rivolte all'uscio d'ingresso, intento in un'operazione alquanto misteriosa. Teneva piegata la testa e lavorava attento a due mani intorno ad un oggetto che Nanà non poteva discernere.

Nanà, accortasi che egli non l'aveva udita entrare, tossì.

Filippo si volse come sgomento, e vedendo la bella donna lì sul limitare, arrossì tutto e portò le due mani dietro la schiena.