—Eh già! Talvolta chi sa far delle conquiste colle madamine fa poi delle tòpiche colle grandame.

—Io ho in bottega del famoso Marsala Ingham—strillava la Romea che pensava a far la _reclamé _alla sua buvette.

—Ora che la valigia delle Indie passerà per Brindisi noi saremo salvi.

—Eppure—gridò Bonaventuri, già leggermente brillo—l'anno scorso a
Montecarlo io coll'ultimo scudo, ho guadagnato otto mila franchi!

A questo punto Nanà si levò e tutti passarono nella sala a bevere il caffè.

* * * * *

Que' signori avrebbero desiderato allora di mettersi un poco accanto a Nanà; ma tranne due arrischiati e positivi, il conte di vieille roche e Bonaventuri che la stringevano ai panni, gli altri quasi per timore di farsi scorgere troppo premurosi le stavano lontani. Da noi questa specie di spavento semi-fanciullesco è per così dire contagioso, tantochè lo subivano in quel punto perfino il Sappia e il banchiere di Francoforte che non erano poi novellini.

Anzi vi fu un momento in cui Nanà stupì di essere lasciata sola. Ella vedeva bene che gli occhi dei suoi adoratori, le erano continuamente tutti addosso e strisciavano continuamente su di lei, sfuggevoli, furtivi, come pavidi di essere colti in flagrante dagli altri. Ma tutti facevano il disinvolto; ella dal canto suo aveva un gran da fare a non mostrare predilezione per nessuno e a lasciar supporre a ciascuno di potersi credere il preferito.

Intanto però cominciava a provare un principio di dispetto che quel solo, ch'ella preferiva davvero, non si curasse di lei.

Enrico infatti s'era seduto in un angolo della sala, aveva acceso un avana e fingeva di stare guardando attentamente un album di fotografie. In sostanza spiava anch'egli Nanà.