Dato il bacio, non tanto lungo quanto quell'altra sconcia lo avrebbe voluto, il Marliani rispose:
—Come sai erano di cristophle, ma così belle e così pesanti che si poteva benissimo farle passare per d'argento. Il Bonaventuri ne fece bollare una e la portò al Monte. Il perito, il nostro amico, gliela stimò il quadruplo del suo valore di costo. Allora il Bonaventuri le fece bollar tutte e ne cavò due mila franchi. A lui erano costate cinquecento.
—Che boia!—sclamò tutta ilare la signora Bibiana.—Spero bene che avrà messo il guadagno in conto sociale! Ma tu poi mi vorrai proprio sempre bene? Non pensi più, n'è vero, a quell'altra?
—No, no,—rispose il Marliani.—Non sei tu quella che farà la mia fortuna? Oggi credo che il banchiere acconsentirà che mi siano fissati questi cento franchi di più al mese.
—Ci penso io! E se lui non lo volesse, la tua Bibò sai che li caverà di propria saccoccia. Te lo giuro sulla memoria de' miei quattro figli che sono tutti morti.
—Cara!
—E oggi chi si aspetta?
—Il marchese Sappia e il conte O'Stiary.
—Ci cascano ancora?
—Un'ora fa il Bonaventuri mi ha mandato ad avvisare che sarebbe venuto qui con loro alle due.