—E quali sono le tue intenzioni in proposito?—domandò il marchese con una leggerissima emozione nella voce. Tu fra poco in faccia alla legge sarai maggiorenne.
E il suo sguardo nelle pupille di Enrico raddoppiava d'intensità. Era ansioso.
—Io voglio rispettare religiosamente la volontà di mio padre,—rispose il giovane alzando la testa con molta naturalezza.
Il viso pallido del marchese, si illuminò; gli occhi gli si inumidirono. Allungò le braccia e attirò al petto il giovine conte, che non sapeva spiegarsi bene il perchè di tanta tenerezza.
A lui pareva una cosa tanto naturale quella di rispettare l'ultima volontà di suo padre!
"Bisogna dire—pensò fra sè—che la cosa a Milano non sia creduta molto facile."
Anche il tutore il giorno dopo abbordò la questione del testamento.
Don Ignazio, più ancora, del marchese, temeva che l'Enrico si ribellasse alla protratta maggior età e volesse tentare la lite, la quale aveva certamente assai probabilità di essere vinta, ma non la certezza. E s'ingannava!
A lui pure l'Enrico dichiarò quello che il giorno prima aveva risposto al marchese, intendere cioè di rispettare il testamento, quantunque fosse persuaso che legalmente parlando quella clausola non avrebbe avuta una sanzione!
Il cavaliere Martelli era fuori di sè per la gioia.