—No, non posso.

—Qualunque cosa avvenga Nanà, ricordati che la colpa è tutta tua.

—Bene, finiscila, non seccarmi.

Essa non credeva che Marliani avesse coraggio.

* * * * *

Questi si levò pallido, zuffolando a sordino. Nei momenti più terribili, nelle crisi più tormentose del cuore, Marliani zuffolava a sordino, col muso in fuori.

Si avviò verso O'Stiary.

Nanà si volse repentinamente dall'altra parte dove stava Cantis, il giovinetto d'avvocato, che immemore d'ogni altra cosa che della propria adorazione concupiscente, stava là a covare cogli occhi il profilo di Nanà e il profluvio de' suoi capelli d'oro, e l'alabastrina morbidezza di quella sua pelle indemoniata, e il dolce avvallarsi del seno scoperto fin quasi ai capezzoli, tutte cose che mettevano nelle vene degli uomini, che l'avvicinavano così strepitosi fremiti.

Essa gli disse:

—Ernesto, avete voi coraggio per amor mio?