—Impossibile! Non venire—gli sussurrò Nanà.—A domani; ti dirò poi.

Tutti s'erano levati e si congedarono l'un dietro all'altro.

* * * * *

Nanà era sul punto di riuscir nell'intento. Ma pensava esserle duopo di usare molta cautela, per scongiurare il pericolo d'essere sfatata da' suoi furibondi adoratori, i quali avrebbero potuto scoprir il suo nido d'amore e mettere in guardia Enrico contro di lei.

Quanto ai documenti che sarebbero venuti da Parigi, i documenti necessarî al matrimonio, ella aveva già disposto le cose in modo da riuscire per bene.

Gli amici, che essa temeva sopratutti, erano il Marliani ed il Sappia, che conoscevano il di lei turpe passato.

Era indispensabile disporre in modo le cose che essi non potessero parlare, non dovessero tradirla.

La mattina stessa del giorno anteriore alla partenza ella andò da
Marliani in via Valpetrosa.

Vedendola entrare, il giovinetto si strappò di testa la callotta di Bibò, balzò in piedi e mosse incontro alla bella donna, aggrottando le sopracciglia, ma beato in cuor suo.

—Tu sarai sorpreso—disse Nanà—di vedermi qui da te, n'è vero?