—Lo credo io!

—Però, tu non devi aver bisogno di molto. Qui hai il tuo bell'appartamento di sei camere. Hai la balia per la guardaroba e il palafreniere come cameriere e per la scuderia. Colazione, pranzo e vestiario tutto pagato. È un lusso asiatico. Veniamo dunque al concreto e fissiamo questa benedetta cifra dei minuti piaceri, che è lo scoglio più difficile da sorpassare coi pupilli. Quanto ti pare che ti dovrà abbisognare per le tue spese fuori di casa?

—Caro zio, ti ripeto che non ne so nulla. Potrei dirti troppo, potrei dirti troppo poco. Mi fido nella tua esperienza.

—Io sapevo che tu eri un bravo figliolo—sclamò il tutore tutto contento—noi andremo perfettamente d'accordo. Ebbene io avrei pensato che duemila franchi ti dovrebbero bastare….

—Ma anche di troppo!—sclamò ingenuamente Enrico battendo palma a palma.—Duemila franchi al mese sono un assegno principesco!

—Oh, Oh! Bagatelle! Come corri! Io m'intendevo dire duemila franchi all'anno.

—Ah!—sclamò il giovine mortificato—allora mi sembrano ben pochi!

—Perchè, diciamola qui fra noi; a che cosa ti devono servire questi benedetti denari fuori di casa? Ad essere buttati via in cose inutili, in cose da nulla, in sciocchezze, in frascherie. Un qualche capiler al caffè, quando tu voglia leggere i giornali, una qualche corsa in omnibus….

—Una qualche scampagnata cogli amici….

—Ah! le scampagnate, mio caro, costano troppo. E poi, adesso vedi, è diventato quasi inutile l'andar in campagna. Abbiamo il nostro bel giardino pubblico. Io ci vado spesso e talvolta mi par proprio di essere in Svizzera sulle Alpi.