Un'ora dopo il Mattia Corvino, che era stato mandato a portare il biglietto al conte O'Stiary, recava la risposta:
"Mia Nanà,
"Non dubitare. Alle dieci di questa sera io sarò da te e partiremo insieme. Io ho già salutato Milano forse per sempre. Ciò che però non ti ho ancora detto a voce te lo dico in questo estremo momento. Io non sono più ricco e a te povera Nanà toccherà forse di avere delle privazioni per vivere con me. È un dovere imprescindibile che mi spinge ora a farti questa confessione. Mi ami tu abbastanza malgrado ciò? Me lo dirai domani sera lungi da Milano, quando sarai finalmente nelle mie braccia.
"Tuo ENRICO."
—Che ne dici?—domandò Nanà trionfante. Rubieri era pensieroso.
—A che pensi?
—Penso che voi due vi eravate già intesi di fuggire stasera insieme.
—Può darsi!
—Senza le mie tremila lire, dunque?
—Ero venuta per chiedertele ugualmente.