—Ma sei un benedetto ragazzo—rispose il tutore—non capisci che il poney, come dici tu, è stato quello che mi ha compensato delle perdite che ho dovuto fare sulle quattro rozze da tiro.

—Lo credo bene!

—Ieri sono stato io stesso a vederne uno che par fatto apposta per te.

—Tu zio, sei stato a veder un cavallo per me?—disse Enrico ridendo.

—Sì, perchè?

—È bello?

—Sì, è bellino, ma quello che più importa si è che costa poco. Sono quasi certo di portarglielo via per un tozzo di pane.

—A chi di grazia?

—Ad un mio amico, che è uno dei primi sensali di zucchero e di cacao di Milano. E nota che è a doppio uso.

—Chi, il sensale?