Chi domandasse poi il perchè Nanà si fosse divertita a far anche quest'ultima burla crudele ad Enrico mostrerebbe di non conoscere di quali capricci sia fecondo l'isterismo d'una cocotte parigina.
XIII.
Suonavano le nove e mezza di mattino al campanile del villaggio sul
Lario, che sorgeva a un tiro di pistola dalla villa del notaio
Martelli.
Egli stava in giardino a potar i suoi fiori, quando il domestico gli annunciò una visita sbarcata poco prima dal vapore.
—Sarà quel capo scarico d'un mio pupillo, mi imagino—disse don
Ignazio.
—No signore. È il signor Aldo Rubieri.
—Ah, tanto meglio!—sclamò il notaio; e deposta la forbice gli corse incontro tutto lieto.
—Benvenuto, benvenuto—cominciò a gridar da lungi, alzando le due braccia come un telegrafo—Che buon vento?
—Lei non m'aspettava?
—Ma sì, certo che l'aspettavamo tutti—disse il notaio.—Però credevamo che lei venisse colla seconda corsa.