—Posso mettere anch'io una parola?—soggiunse donna Eugenia.

—Sì, la dica lei—sclamò il marchese—che sono certo non potrà essere che per bene.

—Volevo dire a mio marito che la transazione col… con quell'uomo che verrà tra poco è impossibile.

—Perchè impossibile?—sclamò don Ignazio fermandosi sulle gambe aperte.—Chi lo dice? Io ne ho messi al dovere di quelli peggiori del signor Marliani, io.

—Non parlo di costui—rispose la signora Eugenia con dolcezza—io parlo del tuo pupillo, il quale mi ha dichiarato molte volte di voler pagare i suoi debiti fino all'ultimo centesimo.

—Quand'è che ha dichiarato questo?

—Molte volte.

—Ma è matto da legare—gridava questi.—Egli vorrebbe fare anche quest' ultima castroneria per giunta?

—Caro il mio cavaliere—disse il marchese con quella sua pacatezza aristocratica, che non si smentiva mai.—A me pare che le sue donne abbiano perfettamente ragione.

—Ma va bene! Anche lei adesso, insieme alle donne. Tutti addosso a me. La casa abbrucia, diamoci il fuoco. C'è da perderne la testa!