—C'è stato un re di Francia—disse il marchese—che dopo la battaglia di Pavia ebbe a dire: tutto è perduto fuor che l'onore.
—Oh ma l'Enrico non è re di Francia e noi non siamo a Pavia—sclamò il notaio con un certo disprezzo.—Se a Milano si saprà che O'Stiary ha pagato fino all'ultimo centesimo mentre avrebbe potuto farne di meno faranno tutto quanti una figura di cioccolattiere.
* * * * *
Nel frattempo la povera Elisa, restava là presso sua madre immobile, incerta e senza parola.
Quando udì da suo padre il nome del suo Enrico sentì il dolore sgrupparsi nel petto e si mise a lagrimare sommessa.
Sua madre se ne accorse.
—Non far così Elisa—le disse sottovoce—tu finirai coll'ammalarti, cara la mia figliuola, se continui ad accorarti in questo modo.
—Oh, magari mi ammalassi, che almeno non sentirei più nulla, non vedrei più nulla, non mi direbbero più nulla. Io non desidero che di morire.
—Ma che cosa dici Elisa? Non far così dunque, te ne scongiuro.
—Che cosa mi resta a fare a me a questo mondo?