—Scusa, ma avresti torto.

—Lo dico per te, lo dico per il marchese, e lo dico perfino per quella vecchia minchiona d'una balia, che andò a prestargli i danari che aveva messi da parte. Tutti quanti contro di me. Pareva fossi io quello che gettava i danari dalla finestra.

Il marchese s'accontentò di sorridere e di crollare il capo.

La signora Eugenia invece non stette zitta:

—No, no, per te non c'è questo pericolo! Io non ti dicevo altro se non che non bisognava lasciarlo andar in mano degli strozzini.

—Brava! Perchè non dici addirittura che sono stato io a metterlo in mano degli strozzini?

—Già è inutile parlare con te—disse come rassegnata la signora Eugenia.—Io dico soltanto che se tu l'avessi preso colle buone quando è venuto la prima volta a contarti quello che gli era capitato, e se tu gli avessi pagati i primi debiti egli avessi…

—Brava, benone! I primi debiti erano debiti di giuoco.—Chi gli ha detto di pagarli?

—Oh ma che dici?

—La legge non li contempla—proseguì il notaio imperterrito.