"Cosa mai possono entrarci costoro nei fatti nostri?" pensò.

Ma poi rispose subito:

—A dire la verità nulla è combinato ancora, perchè egli non ha avuto ancora il nostro consenso.

—Pene, tanto meglio per tutti allora—sclamò la Leopoldina sorridendo come una scimmia—perchè noi poter mostrare documenti per provare che sinior Aldo Rubieri non può sposare sua figlia.

—Documenti!—sclamò un poco sorpresa donna Elena.

—Sissignora. Lei deve sapere che sinior Aldo è mio promesso sposo da dieci anni e che io ho amato sempre sempre lui e che ho aspettato sempre lui, e lui non poter mancare a suo promesso senza molto sagrificio di danaro per contratto in carto pollato, e anche per sua parola d'onore.

Così dicendo l'austriaca zitellona sporgeva alla signora Eugenia la lettera colla quale il Rubieri s'era impegnato a pagare quella somma, come è già noto ai lettori.

—Io non leggo il tedesco—disse la signora Eugenia dopo aver dato uno sguardo su quella lettera.—Ma non monta. Tant'è che la mi dica di che si tratta e in che cosa possa entrarci io, madre della Elisa.

—Lei sapere certamente—disse la Leopoldina—che sinior Rubieri è figlio di un generale austriaco al servizio di nostri Kaiser Ferdinando e Franz Joseph.

—Certo che lo so—rispose donna Eugenia.—Ed è anzi un vanto della vita di suo figlio l'esser fuggito dalla famiglia per venir a battersi co' suoi compatrioti.