—Cara zia—disse Enrico a donna Eugenia prendendole una mano—io ti ringrazio ancora di tutte le bontà che avesti per me e spero mi perdonerai se per causa mia hai dovute subir delle… seccature….

—Oh caro Enrico… io vorrei soltanto vederti un po' a posto.

Enrico si valse alla Elisa.

—Addio Elisa… e ricordati qualche volta del tuo compagno d'infanzia….

E siccome sentiva venir un fiume di lagrime agli occhi si volse alla balia.

—E anche tu, povera balia, addio e perdona se qualche volta….

Non potè proseguire. Si sentiva strozzare dal pianto. Stava per fuggir via.

—Enrico vieni qua—disse il marchese.—Io sono il tuo padrino e ora voglio mettere di esser tuo padre. Se tuo padre fosse qui… forse non sarebbe accaduto ciò che è accaduto… ma in caso ti direbbe: sì, va a far il soldato pel tuo paese, giacchè quella scuola di abnegazioni e di sagrifici la ti farà diventare un uomo come si deve. Ma io non ho il coraggio di lasciarti partire così; e poi non posso neanche vedere quella cara fanciulla e quella povera vecchia piangere in quel modo… e poi… e poi, ti dico la santa verità, non vorrei io stesso….

E per non piangere tentò di ridere.

—La ringrazio marchese di queste buone parole—disse Enrico stringendogli affettuosamente la mano.—Ma ora tutto è impossibile; non potrei più stare a Milano lo stesso….