—Andiamo dunque lei, don Ignazio, signor burbero benefico, faccia la pace col suo pupillo e gli perdoni ogni cosa. Siamo stati giovani anche noi… che diavolo!

—Oh per il male che ha fatto a me—rispose don Ignazio tirando una presa di tabacco—io gli ho già bell'è perdonato. Mi duole soltanto che ora sia troppo tardi in quanto alla morale, e che il mio perdono non gli possa più fare nè caldo nè freddo a quest'ora.

—La guardi quella sua povera Elisa com'è addolorata—riprese sottovoce il marchese.

—La Elisa? Ah so bene poi che la mi burla, caro marchese—ripigliò don Ignazio levandosi.—No, no, no. Ha voluto lui essere uno spiantato? Tal sia di lui! Io non potrei in coscienza rompere il collo a mia figlia col pretesto che si vogliono bene. Il mal d'amore passa in fretta, ma i matrimoni sono eterni.

—Vediamo, vediamo—ripigliò il marchese tirando don Ignazio in disparte.—Bisogna che non lo lasciamo andar a soldato. Io non voglio. Mi secca di vederlo partire.

—Faccia lei! Trovi lei il mezzo. Che cosa vuol mai che io le dica? Io, se anche lei m'avesse lasciato fare, m'impegnavo di salvargli una parte di sostanza. Non ha voluto? Peggio per lui! E non fu anche lei a lodarlo?

—Enrico—ripigliò il marchese volgendosi al giovine—prometti tu sul tuo onore di far giudizio, di non metter mai più il piede in una bisca e di essere degno insomma della Elisa?

—Ma che cosa dice, marchese, che cosa dice?—sclamò il notaio con la voce d'un uomo che è risoluto a farsi intendere seriamente.—Lei dice delle cose impossibili; a questa cosa non c'è più da pensarci e da un pezzo. Sono suo padre o non sono suo padre? Benedetto uomo! Vuol dir tutto lui!

—Non dubitare, caro zio—disse l'Enrico con dolcezza malinconica.—Tu sei esaudito lo stesso. Capisco anch'io che ora non potrei più accettare quello che avrebbe dovuto essere la mia… quello che dice il marchese. Spero di riuscire a farmi onore e a cercarmi una posizione indipendente e degna di un gentiluomo…. E allora… se la Elisa mi avrà perdonato… se non avrà sposato un altr'uomo….

—Ah questo è un altro paio di maniche!—sclamò don Ignazio.