—Sapete, bella Aquilina—disse il Sappia quando fu seduto a tavola colla Luisa al Giardino d'Italia—che voi assomigliate in un modo spaventevole ad un'amante che io ho avuto or ora a Parigi?

—Davvero? Ciò mi rende orgogliosa!

—Naturalmente voi non siete ancora a quel punto….

—Oh, lo credo!

—Quella era una cocotte sì, ma una cocotte gran dama.

—Ho capito!

—Ha nome Teresa, ma tutti a Parigi la chiamano Nanà. Non ha meno di trentamila franchi al mese, ed è sempre in miseria.

—Vuoi dire che li spendeva.

—Sicuro!

—Ah, in questo poi non vorrei assomigliarle.